La respirazione è un processo automatico che viene molto influenzato dal nostro stato emotivo, la frequenza del respiro è difatti corta e ravvicinata nei momenti di stress, profonda e distanziata con respiri lunghi nei momenti di relax.

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Il processo legato alla respirazione non solo è in grado di eliminare il 70% delle sostanze di scarto ma attiva anche il metabolismo ossia il processo di trasformazione del cibo in nutrienti e nelle relative sostanze di scarto.

Nella visione ayurvedica, la medicina tradizionale indiana sorella dello yoga, l’elemento fuoco è l’elemento caratteristico di tutti i processi metabolici e di trasformazione, il fuoco per ardere bene necessita di ossigeno.

Cosa determina una scarsa ossigenazione?

Una scarsa ossigenazione determina un metabolismo non ottimale. Le sostanze non vengono adeguatamente bruciate o trasformate e ciò fa aumentare “ama”, le sostanze di scarto presenti nel nostro organismo, le tossine dunque.

Per evitare questo fenomeno dobbiamo prestare attenzione alla qualità della nostra respirazione.

Oltre a determinare la liberazione dell’anidrite carbonica prodotta dai processi fisiologici, la respirazione è legata a molti stimoli nervosi come la contrazione del diaframma, il muscolo che separa la cavità toracica da quella addominale.

Se respiriamo bene la colonna vertebrale rimane distesa e rilassata, il diaframma si espande adeguatamente ed otteniamo una buona estensione del torace.

Durante un corso relativo di yoga, qualche anno fa, il docente ci ha proposto un esperimento molto interessante mostrandoci come alcune persone con respirazione  corta ed accelerata avessero zone fredde al tatto lungo la colonna vertebrale.

Ciò è legato ad uno scorretto fluire dell’energia perché quando il respiro è “alto” e non scende correttamente fino all’addome. Rimane, pertanto, bloccato nella zona alta dei polmoni creando contrazioni sia a livello di scapole che di clavicole.

Spingere l’aria verso l’addome, invece, verso il basso, dove si trova il diaframma, permette di effettuare anche una sorta di massaggio agli organi interni migliorandone le funzioni e l’irroramento.

É Importante partire dal presupposto che per produrre e mantenere costante l’energia di base di cui il nostro corpo necessita ci serve l'ossigeno che introduciamo con la respirazione.

Solo così tutti i nostri organi, compreso il cervello, possono funzionare adeguatamente.

Da alcuni  studi pare però che molti di noi utilizzino solo un terzo della propria capacità respiratoria.

Come Respiriamo?

Generalmente la respirazione si identifica in quattro tipologie:

  • Respirazione alta

Respirazione veloce e poco profonda, coinvolge solo la parte alta dei polmoni.

  • Respirazione media

Permette di immettere un quantitativo leggermente superiore di aria perché entra in gioco anche la parte mediana dei polmoni.

  • Respirazione bassa

E’ quella del famoso “faccia un bel respiro” quando siamo dal medico, i polmoni sono coinvolti in modo più esteso.

  • Respirazione totale

Coinvolge integralmente i polmoni e tutti i muscoli della gabbia toracica.

Un’altra valutazione da fare è che una postura scorretta non ci permette di avere una respirazione adeguata. É il caso di quando stiamo troppo ingobbiti davanti ad un PC o in auto semplicemente perché i polmoni vengono compressi e ciò determina una respirazione alta e superficiale.

Alcune persone vivono in una sorta di “apnea” costante perché trattengono il respiro contraendo di conseguenza spalle, collo e diaframma causando col tempo non solo dolorose contratture ma anche una scarsa ricettività mentale.

Questo accade perché l’anidrite carbonica non solo favorisce la creazione di radicali liberi che causano l’invecchiamento del nostro organismo ma diminuiscono la capacità di concentrazione e la lucidità mentale, addirittura aumentano paura ed ansia facendoci sentire più fragili.

Tre motivi per respirare bene

Ricapitolando possiamo portare l’attenzione su tre motivi per dare la giusta importanza alla nostra respirazione e cominciare a respirare in modo consapevole.

  • PURIFICAZIONE

Come abbiamo già detto attraverso la respirazione espelliamo il 70% degli scarti metabolici (3% feci, 7% urine, 20% sudore).

Abbiamo parlato dell’Ayurveda brevemente in precedenza ma se guardassimo anche alla medicina tradizionale cinese polmoni e intestino crasso sono legati (scambio con l’esterno ed espulsione) ma banalmente il massaggio che costante che una respirazione profonda apporta agli organi addominali favorisce anche la motilità intestinale.

  • GESTIONE DELLE EMOZIONI

Con il respiro regoliamo il campo emotivo e quello endocrino. Quando siamo agitati tratteniamo, sospiriamo di sollievo quando scarichiamo le tensioni, respiriamo in modo discontinuo e quasi ansimante quando siamo arrabbiati.

Se imparassimo a portare l’attenzione sulla respirazione oltre a garantire una buona ossigenazione al nostro cervello, tutte queste emozioni sarebbero più gestibili, meno travolgenti. Potremmo, quindi, razionalizzare meglio mantenendo il focus della situazione e razionalizzando più velocemente.

  • MOTIVI ARCAICI

Abbiamo parlato della forza creatrice del respiro ma ho sempre trovato affascinante la teoria indiana secondo cui ogni uomo ha un certo numero di respiri da vivere e quindi vanno consumati lentamente per assicurarsi la longevità.

Mediamente un essere umano compie 15 respirazioni al minuto, respirano più velocemente le persone ansiose e le persone agitate.

Dov’è il tuo respiro?

Poiché mi è capitato spesso di lavorare con persone che non “sentono” il proprio respiro a livello addominale. La prima cosa che dobbiamo fare è vedere a che punto siamo, questa è la prima consapevolezza da acquisire.

Senza riflettere troppo, in qualunque posizione siamo portiamo una mano all’addome e verifichiamo se ne percepiamo il movimento.

Non senti l’addome muoversi?

Dove si è perso il tuo respiro ora?

Lo senti intorno al collo? Tra le scapole? Dietro la nuca?

Sei nervoso, agitato, arrabbiato? Prova a rifare questo esercizio in un momento qualunque della tua giornata.

Cerca una posizione comoda mettendoti supino, andrà bene anche sul letto o su un materassino da ginnastica.

Porta le mani all’addome e resta in ascolto del tuo respiro.

Se hai difficoltà a percepirlo inspira spingendo il respiro verso il basso e spingi le mani leggermente come a “sgonfiare” la pancia espira e senti l’addome che si solleva

Se ti viene più semplice puoi tenere le gambe piegate con le piante dei piedi poggiate al suolo o sul letto.

Ripeti questo esercizio almeno dieci volte o fino a quando non ti dovrai più sforzare di spingere il respiro verso il basso ma verrà naturale.

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